Comune di Modena
Servizio Pianificazione Urbanistica   Quadro Conoscitivo del Piano Regolatore
 


Carta archeologica comunale

carta (1d1) relativa all'intero territorio comunale scala 1:25.000

visualizza la tavola 1d1: Carta archeologica comunale relativa al territorio comunale - scala 1:25.000 (in formato PDF)

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carta (1d2) relativa al centro storico scala 1:2.000

visualizza la tavola 1d2: Carta archeologica comunale relativa al centro storico - scala 1:2.000 (in formato PDF)

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schedatura dei siti rilevati (1d3)

visualizza l'elaborato 1d3: schedatura dei siti rilevati (in formato PDF)

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Le trasformazioni urbane che si sono succedute nel tempo hanno coinvolto il tessuto del centro storico e hanno senza dubbio posto all'attenzione degli studiosi l'esistenza della città antica di Mutina i cui resti - di fondazione ed impianto romano (183 a.C.) - sono in cospicua parte stati conservati a causa delle rovinose vicende alluvionali dei secoli successivi alla caduta dell'impero romano. Mutina costituisce proprio per questo uno dei siti archeologici di età romana più rilevanti della regione perché accidentalmente meglio protetto dal cospicuo spessore stratigrafico che separa la città attuale da quella antica.

Lo strato di sedimenti che si è sovrapposto all'insediamento romano risulta essere mediamente variabile tra i 3 e 5 metri di spessore, pertanto, solo in occasione di grandi opere ed interventi significativi in alcune zone della parte antica della città sono venute alla luce testimonianze archeologiche di età romana. Un esempio di tali interventi è costituito dalla costruzione delle mura erculee alla fine del XVI secolo e in età più recente dalla loro demolizione e dai lavori di sistemazione a parco cittadino (fine Ottocento-primo ventennio del Novecento), dallo scavo per costruire le fondazioni di edifici o infrastrutture, addirittura di interi isolati ridisegnati e riprogettati come quello in cui si trova il Palazzo della Provincia su Viale Martiri della Libertà (1843 e successivo decennio).

Al di sopra delle testimonianze di età romana, il cui stato di conservazione risulta essere eccezionale, sono numerosi i resti di età medievale e moderna, i quali possono rappresentare elementi di straordinaria importanza per la storia della città. Esempi di importanti ritrovamenti attribuibili a questi periodi sono le testimonianze venute in luce con gli scavi in Piazza Grande (X-XII secolo) o i resti del monastero della chiesa di S.Cecilia abbattuta nel XVI secolo e riscoperti recentemente.

La consapevolezza dell'importanza di conservare le testimonianze storiche, nonché soprattutto di ricorrere allo scavo stratigrafico delle preesistenze archeologiche è recente acquisizione delle scienze umane, ascrivibile agli anni del nostro ultimo secolo. D'altra parte, essendo i lavori e le trasformazioni nel centro storico avvenute in un arco temporale molto dilatato e, soprattutto, le più significative ed imponenti in un passato lontano dagli ultimi cento anni, molti dei rinvenimenti avvenuti nell'area del centro antico, spesso non sono corredati di informazioni circa il sito, le sue caratteristiche, lo stato di conservazione, e quanto altro attualmente si rileva con metodo scientifico. Nondimeno, attualmente e da almeno trenta anni, l'apparato vincolistico applicato all'area storica di fatto rende molto meno soggetto ad interventi radicali l'edificato antico, per cui le opportunità di scavi e conseguenti ritrovamenti archeologici, per i quali comunque è attiva una normativa specifica introdotta nel P.R.G del Comune di Modena fin dal 1990, sono normalmente molto ridotte rispetto ad altre zone del territorio comunale, per il quale l'attivazione di norme di tutela ha consentito la salvaguardia di un cospicuo numero di resti archeologici e di testimonianze antiche ancora leggibili sul territorio, quali le tracce della centuriazione romana.

L'esperienza gestionale della normativa di tutela dei siti di interesse archeologico, l'adeguamento del P.R.G. al Piano Territoriale Paesistico Regionale approvato dalla Regione Emilia Romagna nel 1993, ma soprattutto la disponibilità della Carta Archeologica del territorio modenese aggiornata ed informatizzata a cura del Museo Civico Archeologico Etnologico in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica dell'Emilia Romagna, costituiscono i riferimenti per l'aggiornamento della normativa e della cartografia del P.R.G. relativamente alla tutela dei siti di interesse archeologico.

Grazie alla possibilità di rapido aggiornamento della Carta Archeologica informatizzata è stata istituita la prassi di formalizzazione annuale delle variazioni dei perimetri dei siti archeologici a tutti i Settori tecnici dell'Amministrazione, ed in particolare a quelli preposti alla formazione ed alla gestione degli strumenti urbanistici quali Settore Trasformazioni Edilizie e Qualità urbana e Servizio Pianificazione Urbanistica, per i necessari adeguamenti del P.R.G.. La prassi di operare revisioni annuali al P.R.G. e oggi l'adeguamento alla Legge Regionale 20/2000, consente di trasferire nello strumento urbanistico generale, e quindi procedere al controllo ed alla salvaguardia, praticamente "in corso d'opera" gli aggiornamenti della Carta Archeologica.

La carta archeologica entra ora a far parte direttamente del Piano Regolatore adeguato alla Legge Regionale 24 marzo 2000 n° 20, in quanto inserita nel Quadro Conoscitivo.
La stessa legge prevede una nuova articolazione della vigente disciplina dei siti di interesse archeologico.
La disciplina dei perimetri A2 vincolo archeologico di tutela, e A4 persistenze della centuriazione romana, fa parte del PSC (Piano Strutturale Comunale), in quanto corrispondenti ai contenuti generali previsti dall'articolo 8 della Legge Regionale 24 marzo 2000 n° 20.
La disciplina dei perimetri A1 controllo archeologico preventivo e A3 vincolo di scavo archeologico preventivo fanno parte del RUE (Regolamento Urbanistico ed Edilizio).

I siti archeologici identificati puntualmente nella carta archeologica disciplinati da perimetro A2 e A4 sono riportati con i suddetti perimetri di tutela negli elaborati cartografici del PSC 2s1-2s2-2s3-2s4 elaborati cartografici del PSC del territorio comunale - scala 1:10.000 (in formato PDF) per il territorio comunale.

I siti identificati con disciplina A1 e A3 sono perimetrati nella cartografia di RUE relativa al territorio comunale nella serie di tavole 4x Tavole del territorio comunale interessato dal RUE (Regolamento Urbanistico Edilizio) coordinate con PSC (Piano Strutturale Comunale) e POC (Piano Operativo Comunale) - scala 1:5.000 (in formato PDF) e per i centri storici 4y1-4y2-4y3.

Carta di RUE (Regolamento Urbanistico Edilizio) del Centro Storico integrata con le carte del PSC e del POC (4y1-2) scala 1:1.000

tavola 4y1-2: Carta di RUE (Regolamento Urbanistico Edilizio) del Centro Storico integrata con le carte del PSC e del POC - scala 1:1.000 (in formato PDF)

PDF 10.122KB

Carta di RUE (Regolamento Urbanistico Edilizio) dei centri frazionali integrata con le carte del PSC e del POC (4y3) scala 1:1.000

visualizza la tavola 4y3: Carta di RUE (Regolamento Urbanistico Edilizio) dei centri storici frazionali - scala 1:1.000 (in formato PDF)

PDF 687KB

Infine fanno parte del Quadro Conoscitivo insieme alla Carta Archeologica le schede riportanti i dati dei singoli siti, composta così di tre elaborati:

carta (1d1) relativa all'intero territorio comunale scala 1:25.000

visualizza l'elaborato 1d1: Carta archeologica comunale relativa all'intero territorio comunale - scala 1:25.000 (in formato PDF)

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carta (1d2) relativa al centro storico scala 1:2.000

visualizza l'elaborato 1d2: Carta archeologica comunale relativa al centro storico - scala 1:2.000 (in formato PDF)

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schedatura dei siti rilevati (1d3)

visualizza l'elaborato 1d3: schedatura dei siti rilevati (in formato PDF)

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La schedatura dei siti rilevati è costituita da due elenchi: uno per il territorio urbano ed extraurbano ed uno per il centro storico. I dati riportati per ogni evidenza archeologica sono i seguenti:

  • SIGLA - è la parte che precede il codice del sito e distingue i siti archeologici del territorio urbano ed extraurbano dalle evidenze del Centro Storico: MOT i primi e MOU per i secondi;
     
  • CODICE - è il numero di riferimento per la localizzazione del sito archeologico che si riferisce alla numerazione presente nella cartografia dell'intero territorio comunale (Tavola (1d1) in scala 1:25.000) e del centro storico (Tavola (1d2) in scala 1:2.000);
     
  • CLASSE - identifica l'evidenza archeologica come Abitato, Edificio o Abitazione, Impianto Produttivo, Infrastruttura, Strada o Confine, Luogo di Culto, Area Sepolcrale; Varia, Imprecisabile;
     
  • TIPOLOGIA - viene indicato il tipo di evidenza archeologica: Città, Castrum, Terramara, Mura, Domus, Villa, Fattoria, Edificio, Fornace, Discarica di Fornace, Officina Metallurgica, Calcara, Bonifica con anfore, Discarica, Pozzo, Ponte, Necropoli, Tomba Isolata, Fossato, Miliario, Conduttura Idrica, Condotto Fognario, Strada, Cardine, Decumano, Intercisivo, Strato archeologico, Paleosuolo, Frequentazione, Imprecisabile, Sporadico;
     
  • EPOCA - viene definita l'epoca del sito archeologico: Neolitico, Età del rame, Età del bronzo, Età del ferro, Età romana, Età medioevale, Età moderna;
     
  • UBICABILITA' - è identificata attraverso tre variabili: 1- certa; 2- approssimativa; 3- incerta;
     
  • TUTELA - vengono indicati lo STRUMENTO della tutela (PRG "Piano Regolatore Generale" - PTPR "Piano Territoriale Paesistico Regionale" - PTCP "Piano Territoriale Coordinamento Provinciale") ed il TIPO di tutela.
    In riferimento al PRG:
        A1 - controllo preventivo;
        A2 - vincolo di tutela;
        A3 - vincolo di scavo preventivo;
        A4 - persistenza della centuriazione romana.
    In rapporto al PTPR ed al PTCP:
        b1 area di accertata e rilevante consistenza archeologica;
        b2 - area di concentrazione di materiali archeologici;
        d - persistenza della centuriazione.
 
 
 
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