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Comune di Modena: Assessorato alla Programmazione e Gestione del Territorio
 
Progetto urbano, progetto di urbanità
 
Le ragioni di un percorso | Progetto urbano, progetto di urbanità | Il laboratorio della città | La costruzione del Progetto Urbano | L'impegno della partecipazione | Star bene in città | Verso il nuovo Piano Strutturale
 

Modena è una città media, che da tempo ha affrontato con successo molti dei suoi problemi urbanistici fondamentali, ed è abituata a buone posizioni nelle classifiche della qualità della vita.
 
Ma non per questo rinuncia a interrogarsi sui processi delle trasformazioni in atto, e sulle loro probabili conseguenze urbanistiche e sociali; ed a cercare le risposte ai problemi nuovi che si annunciano.
 
Quello dell'urbanità, appunto, è un progetto sul quale il Comune ha cominciato a lavorare già da parecchi anni, fin dalla precedente Amministrazione.
 
Ricordo che l'avvio della riqualificazione della Fascia Ferroviaria, allora, è stato posto come un grande problema di rigenerazione di tutta la Città del Nord, ossia come riscatto di una vasta periferia che può e deve diventare, a pieno titolo, città.
 
In quell'occasione, le potenzialità di trasformazione offerte dalle dismesse aree pubbliche del Mercato Bestiame sono state intese come una risorsa strategica per poter avviare un grande processo di rigenerazione urbana, mettendo comunque al centro dell'operazione gli obiettivi di quell'urbanità che è fondamentale riuscire a realizzare.
 
La Città promessa - progetti e strategie a Modena per salvare la periferia da sé stessa Per approfondire la qualità del progetto, è stata scelta la strada del Concorso di architettura; i cui risultati sono stati poi pubblicati nel volume "La città promessa. Progetti e strategie a Modena per salvare la periferia da sé stessa" (Maggioli Editore, 2003). Titolo che allude con chiarezza a una scelta culturale precisa.
 
Il progetto vincitore (Gruppo G. Braghieri), presentato e discusso a Parma in occasione del Festival dell'Architettura II (2004), nella edizione intitolata "Eteroarchitettura", è stato successivamente trasformato in un importante piano particolareggiato d'iniziativa pubblica; il quale è ormai in corso d'attuazione, sia per le parti pubbliche, sia per quelle private.
 
Esso sta diventando il primo nucleo di una rigenerazione urbana che già si estende ad altre zone della Città del Nord, cominciando di fatto a realizzare concretamente l'obiettivo di diffondere urbanità al posto della periferia. Che è il più importante esito atteso, per tutta la città (e non solo per la Città del Nord).
 
I temi collettivi previsti in quel progetto urbano - il Campolungo, la Piazza Centrale, il Giardino di Mezzo - sono concepiti appunto come temi collettivi della città, non solo del quartiere.
 
Con quest'esperienza, contestualmente, nasce anche la prima idea di un laboratorio; intendendo questo come sede specifica di elaborazione, comunicazione e discussione dei temi della progettazione urbana; sede aperta al coinvolgimento e al contributo degli abitanti. Una sede che non sarebbe improprio definire di ricerca.
Il progetto urbano, infatti, inteso come progetto di urbanità, è una ricerca prima che uno strumento.
 
In pratica, si pone il problema del progetto urbano quale livello di elaborazione non sostitutiva ma complementare alla tradizionale pianificazione prescrittiva. Un problema nuovo dal punto di vista operativo, ma ancora piuttosto innovativo anche dal punto di vista disciplinare.
E' l'inizio di una fase nuova.
 
Il tema del progetto urbano si avvia così a diventare - pur con tutte le cautele sempre necessarie nell'innovazione dei processi della pubblica amministrazione - un percorso caratterizzante per l'attività urbanistica comunale. Si tratta di un'innovazione di metodo e di contenuti.
 
Paesaggio urbano - rivista bimestrale di architettura, urbanistica e ambiente Il progetto urbano viene inteso come il metodo di lavoro più adatto per comuni-care e condividere con i cittadini le idee sulla città: sulle trasformazioni possibili, sull'uso dello spazio urbano, sui progetti della vita in città. Di conseguenza, il progetto urbano diventa anche uno strumento per decidere: per decidere ciò che alla fine dovrà trasformarsi in una scelta di pianificazione definita e vincolante; ma di farlo avendo però prima esplorato a tutto campo le potenzialità e le conseguenze di quella scelta, ed avendo chiaramente comunicato e condiviso i risultati attesi, e comprese le alternative possibili.
 
Allo stesso tempo, insieme al problema del progetto urbano, si pone anche il problema di un'organizzazione e di una sede di lavoro: infatti l'una e l'altra non corrispondono al profilo degli uffici tecnici tradizionali, prevalentemente modellati sui compiti della gestione amministrativa dell'urbanistica.
 
Così il Laboratorio della Città viene individuato, fin dall'inizio, come la sede specifica adatta a sviluppare un'elaborazione aperta sui vari temi della progettazione urbana, e capace di includere in questi temi tutta la complessità dei diversi aspetti concorrenti.
 
Alla costruzione di tale ipotesi di lavoro è stata dedicata una grande attenzione, tenendo conto della necessità di integrare utilmente l'attività specifica del laboratorio con quella ordinaria e sempre indispensabile dei diversi assessorati competenti. E cercando di risolvere i difficili problemi del coordinamento.
 
Dal punto di vista metodologico e disciplinare, numerosi esperti e operatori hanno contribuito a discutere caratteri, criteri e potenzialità di una struttura inedita come quella del laboratorio della città.
 
Sul tema, nel 2003, è stato organizzato un Seminario al SAIE - Fiere di Bologna. I vari apporti sono stati raccolti nella pubblicazione "Il dialogo dell'urbanità - contributi di lavoro per un Laboratorio della città" (2004), in supplemento alla rivista Paesaggio Urbano di Maggio/Giugno 2004.
 
Quella del laboratorio, insomma, non è stata certo un'iniziativa improvvisata. Diverse componenti della struttura comunale ne risultano coinvolte, compresi naturalmente gli organi del decentramento amministrativo.


 
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