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Comune di Modena: Assessorato alla Programmazione e Gestione del Territorio
 
La costruzione del Progetto Urbano
 
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Modena Futura - Riflessioni sulla città che cambia La scelta complessiva dell'Amministrazione, caratterizzata da questa forte impostazione progettuale, è stata riassunta e presentata in un documento di lavoro dell'Assessorato dal titolo "Modena Futura - Riflessioni sulla città che cambia" (2007).
 
In quel Documento, a carattere politico-programmatico, sono stati individuati tutti i più importanti temi della trasformazione urbana suscettibili di sviluppi progettuali; i quali, dal punto di vista del processo attuativo, a seconda dei casi, possono essere affrontati con diverse modalità di lavoro.
Fra queste, anche quella dei Concorsi di progettazione d'iniziativa pubblica (a parte poi tutti i piani particolareggiati d'intervento privato).
 
Architettura di rara bellezza - festival dell'architettura 3 La strada del Concorso di progettazione è stata in particolare scelta per alcuni dei progetti più importanti dell'Amministrazione: per il nuovo Museo Casa Ferrari (concorso a inviti, in quest'ultimo caso, vinto dal gruppo londinese Future System), e per l'area ex Fonderie Riunite (che, in ragione della sua rilevanza simbolica per la memoria delle Lotte del Lavoro, è stato preceduto da un progetto partecipativo diretto da M. Pirzio Biroli Sclavi).
 
Altri progetti d'importanza decisiva par la riqualificazione urbana sono quelli dell'ex Ospedale Estense e Sant'Agostino, dell'ex Manifattura Tabacchi, della Stazione Piccola (con gli interventi sulla linea ferroviaria Modena/Sassuolo), del Parco delle Mura, delle Piazze del Centro Storico (Roma, Mazzini, Matteotti, progetti in una fase ancora preliminare, affidati a M. Botta; XX Settembre affidata anch'essa a procedure concorsuali; Sant'Agostino, con un progetto guida di G. Canali).
 
E' evidente che si tratta in ogni caso di iniziative pienamente riconducibili ad una volontà di visione d'insieme complessiva, da attuarsi anche attraverso interventi mirati e connotanti.
I temi collettivi dei progetti, per la loro capacità simbolica ed estetica e per la loro capacità - indipendentemente dalle dimensioni - di produrre effetti di riqualificazione alla scala urbana, sono temi collettivi della città, non del quartiere.
 
Con il Laboratorio della Città, l'Amministrazione ha poi deciso di procedere, e di trasformarlo in una forma continuativa di attività precisamente dedicata alla costruzione del Progetto Urbano.
 
La scelta iniziale è stata quella di affidare al Laboratorio della Città i temi di maggiore ampiezza ed anche di maggiore complessità dal punto di vista della ricerca e del processo di formazione.
 
A questo compito sono state chiamate a collaborare le medesime sette Facoltà che avevano partecipato fin dalla fase iniziale; ed ai relativi Gruppi di lavoro sono stati affidati altrettanti temi progettuali di grande respiro e di grande importanza per la città.
 
Agli inizi del lavoro, i temi stessi si presentavano come alternative piuttosto aperte; poi, strada facendo, sono diventati meglio specificati e meglio definiti nel loro programma.
 
L'ipotesi di lavoro generale era - ed è rimasta - quella che tutti questi ambiti di progetto possano alla fine costituire, nel loro insieme (e con gli altri temi già richiamati), una vera e propria proposta organica di Progetto Urbano per la città di Modena.
 
Proposta che costituisce, appunto, un'esemplificazione dimostrativa di quella che è un'idea di città per cui lavorare.
 
Gli ambiti di lavoro, e gli esiti delle ricerche-progetto sviluppate dai Gruppi di lavoro delle sette Facoltà (Bologna, Cesena, Firenze, Genova, Parma, Torino, Venezia), sono illustrati succintamente nelle schede progettuali allegate, e riguardano altrettanti temi urbanistici dei quali tutti i modenesi conoscono bene l'importanza.
 
Ricordo questi temi ed i loro contenuti essenziali semplicemente seguendo l'ordine alfabetico delle Facoltà competenti, e con l'indicazione ogni volta del Coordinatore responsabile.
Per un'illustrazione più completa, si può far riferimento alle relative schede progettuali allegate.

  • Il Nodo della Stazione Intermodale, posto a cerniera fra Centro Storico e Città del Nord, che contribuisce a rivitalizzare una zona marginale del primo ed a rafforzare la strategia di riqualificazione e riconnessione urbana della seconda, mentre risolve funzionalmente il principale nodo di mobilità dell'area vasta (Università di Bologna, Facoltà di Ingegneria - Coordinatore: prof. ing. Celestino Porrino).

  • La zona del Villaggio Artigiano e della Madonnina, che trova nella prossima dimissione della linea ferroviaria storica la principale occasione per una ricucitura, una riqualificazione d'insieme, un rafforzamento della struttura del quartiere, e per la formazione di una nuova centralità, alternativa ad un contesto decisamente periferico, nell'intersezione con la ripristinata continuità della Via Emilia (Università degli studi di Cesena, Facoltà di Architettura - Coordinatore: prof. arch. Gino Malacarne).

  • La Via Emilia Ovest, che con il ripristino del tracciato storico conseguente all'eliminazione della linea ferroviaria diventa oggetto di una complessiva riqualificazione per tratte, mentre le prospicienti aree produttive e terziarie, opportunamente potenziate e riorganizzate anche sul piano ambientale, offrono una vetrina di grande effetto espositivo delle eccellenze economiche modenesi; affacciandosi anche sulla Tangenziale, ed infine sul fiume Secchia (Università degli studi di Firenze, Facoltà di Architettura - Coordinatore: prof. Maurizio Morandi).

  • I nuovi quartieri dell'espansione sud, quasi una vera e propria addizione urbana che rappresenta la parte di gran lunga più consistente delle potenzialità di crescita della città, e che è disegnata "in forma di città", cioè applicando principi, tipi e forme di estetica urbana ben collaudati, concepiti in modo da diffondere i temi collettivi e da innescare trasformazioni qualitative anche nelle restanti parti contigue della città (prof. arch. Marco Romano).

  • La Via Emilia Est, altra vetrina dell'ingresso in città da riorganizzare (anche per effetto del nuovo tracciato in variante), su cui s'innestano importanti cerniere di relazione rispettivamente con il Villaggio Modena Est, con il sistema degli insediamenti scientifici e della ricerca (campus universitario da potenziare notevolmente), e con l'ingresso nella città storica in un luogo ricco di testimonianze archeologiche della città romana (Università degli studi di Parma, Facoltà di Architettura - Coordinatore: prof. Carlo Quintelli).

  • Il sistema dei grandi parchi e del verde urbano, connettivo ecologico e del loisir, vera e propria impalcatura generale dell'assetto urbano, nella quale i grandi parchi acquistano la rilevanza dei principali luoghi attrezzati per l'interazione sociale; in particolare con la ridefinizione del fronte sulla Via Emilia per il parco Ferrari, e con la polarizzazione sull'area della Stazione Piccola per il parco della Resistenza (Politecnico di Torino, Facoltà di Architettura - Coordinatore: prof. Paolo Castelnovi).

  • La zona del Villaggio Modena Est, piccola città "quot;storica" ricompresa ormai nella città, che deve acquisire più esplicite connotazioni urbane (non periferiche), generando una più forte riconnessione con il Centro, ma anche con la Via Emilia; una nuova centralità di riferimento; ed anche un nuovo rapporto risolto - sul piano ambientale e fruitivo - con l'asta fluviale del Panaro (Università degli studi di Venezia, I.U.A.V. - Coordinatore: prof. Umberto Trame).

Com'è evidente, questi temi progettuali del Laboratorio si collocano tutti nei nodi principali dell'assetto urbanistico modenese. Sono nodi decisivi per la scelta della qualità urbana. E naturalmente sono collegati fra di loro.
 
individuazione degli Ambiti Urbani Le relazioni sono importanti, così come lo sono le integrazioni.
 
Il tema della messa a sistema delle aree verdi attrezzate e delle risorse ambientali, riguarda l'intera città, e stabilisce un connettivo organico delle sue varie parti urbane, con il territorio e con le aste fluviali.
 
Il tema dell'addizione sud che conclude la forma urbana, riguarda la generale riconnessione ed il completamento degli insediamenti periferici, attraverso la sequenza ordinata e gerarchizzata degli spazi e dei nuovi temi collettivi della città.
 
Due temi complementari riguardano il ruolo urbano della Via Emilia est e ovest, decumano massimo della città e del territorio; che è ruolo dell'urbanità, intesa per tratte caratteristiche, ma anche dell'innovazione tecnica e produttiva.
 
Due temi esemplificativi riguardano la riqualificazione e graduale riconversione degli insediamenti artigianali di prima generazione, Madonnina e Modena Est, che però eventualmente si possono estendere anche altri per analogia.
 
Quattro temi riguardano il rafforzamento di attrezzature di rango urbano: fra cui il nodo della stazione intermodale, il riuso del tracciato della ferrovia storica dismessa anche a fini infrastrutturali per la mobilità sostenibile), il sistema ricerca-innovazione del campus universitario, ma anche i due ingressi in città est e ovest, intesi come vetrine delle eccellenze produttive modenesi.
 
Quattro temi riguardano nuove centralità urbane, dislocate ai quattro punti cardinali rispetto al Centro; centralità secondarie che già esistono in nuce, ma che possono essere notevolmente rafforzate e tematizzate.
 
Mettere insieme questi temi, è molto più che eseguire un mosaico. Perché vuol dire valorizzarne le interrelazioni.
Vuol dire fare una ricomposizione ragionata e mirata, nella quale da ogni tema - e dalla sua integrazione con gli altri - si possa ricavare il miglior contributo alla costruzione dell'unico Progetto Urbano che conta, che è il Progetto Urbano della Città di Modena.


 
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