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La legge quadro 447/95, ha affidato il ristabilimento di accettabili condizioni di qualità acustica negli ambienti urbani all'azione degli enti locali, facendo perno sul Piano di Risanamento Acustico comunale, del quale sono stati definiti gli obiettivi e i contenuti, nonché le fasi di elaborazione, da fondare sulla seguente successione di atti:
- valutazione del rumore ambientale, per misura diretta o stima attraverso modelli informatici;
- classificazione acustica del territorio comunale, da operarsi associando a ciascuna zona soglie di accettabilità correlate alle relative caratteristiche urbanistico-insediative;
- individuazione delle zone sovraesposte, attraverso confronto tra rumore ambientale effettivamente esistente e limiti di accettabilità - e/o valori obiettivo - proposti dalla classificazione acustica;
- definizione della scala di priorità secondo cui affrontare le situazioni critiche;
- proposizione dei provvedimenti da adottare ai fini del conseguimento degli obiettivi di risanamento, con indicazione dei soggetti tenuti ad eseguire gli interventi;
- stima dei relativi costi, ove i provvedimenti previsti comportino l'esecuzione di lavori e/o opere.
Le disposizioni della legge quadro hanno inoltre inquadrato pianificazione urbanistica (generale e particolareggiata) e provvedimenti di governo della mobilità (piani del traffico, piani dei trasporti, etc.), tra gli strumenti amministrativi a disposizione dell'ente locale contro l'inquinamento acustico.
Il Piano di Risanamento Acustico non è da pensare solo come complesso di interventi diretti per la mitigazione di situazioni critiche, ma piuttosto come strumento articolato e dinamico, nel cui progetto coesistono, accanto alla previsione di interventi ed opere, la dimensione amministrativa e quella normativa / regolamentare. A tali principi è stata informata l'elaborazione del Piano di Risanamento Acustico del Comune di Modena, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 29 del 22 febbraio 1999.
Il Piano si propone di recepire e coordinare ogni tipologia di azione, anche se non direttamente originata da obiettivi di tutela dall'inquinamento acustico, da cui possano derivare:
- riduzione dell'entità del rumore immesso nell'ambiente, dalle sorgenti di emissione mobili e fisse;
- mitigazione dell'impatto acustico a carico dei ricettori;
- miglioramento delle prestazioni di protezione passiva degli edifici in cui si svolgono attività umane, ovviamente a partire da quelle più sensibili.
Il Piano di Risanamento Acustico, non rappresenta, in sé, strumento immediatamente operativo: è infatti un piano di impegni e di indirizzi, la cui esecutività, dopo l'approvazione, resta affidata al recepimento delle sue proposte nei sistemi della pianificazione - regolazione - programmazione degli investimenti dell'Ente Locale. La formazione del Piano ha rappresentato non l'avvio, ma piuttosto la conclusione di una prima fase del percorso di crescente attenzione delle Istituzioni Locali modenesi nei confronti del rumore urbano, avviato già nella seconda metà degli anni '80.
Risale infatti al 1987 la redazione di una mappatura acustica della città, effettuata dal Servizio Igiene Pubblica e dal Settore Fisico Ambientale del PMP dell'USL n° 16 di Modena, che si caratterizzò come il primo esempio nel Paese di indagine spazio-temporale in pieno campo a scala urbana. La carta tematica dei livelli equivalenti Leq dell'indagine spaziale fu assunta nell'ambito del "Progetto Ambiente" facente parte degli elaborati della Variante Generale al PRG del 1989/91. La classificazione acustica, che consente l'applicazione dei limiti assoluti del rumore alle diverse parti del territorio, costituisce, con la mappatura acustica, elemento fondamentale del Piano di risanamento acustico.
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carta del rumore misurato (1p1) |

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PDF 1.869KB |
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carta della zonizzazione acustica (1p2) |

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PDF 2.714KB |
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controllo rumore ambientale (1p) |

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PDF 168KB |
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